Dentro ogni chicco di grano c’è una piccola parte viva: il germe. È l’embrione, quello che — se il seme finisse sotto terra — diventerebbe una nuova pianta. Lì si concentrano proteine, fibre, vitamine e grassi buoni. Ed è esattamente la parte che la macinazione industriale elimina per prima, perché è viva e quindi si irrancidisce. Noi la teniamo, e ne facciamo due cose diverse.
Aggiunto a pane, pizza e pasticceria, il germe restituisce all’impasto quello che le farine raffinate tolgono: profumo, struttura, una mollica più ricca e un sapore pieno di cereale.
Un cucchiaio di germe di grano nello yogurt, in un succo di frutta o in uno smoothie: proteine, fibre, vitamine e grassi buoni, senza nulla di aggiunto. Un integratore naturale, al 100% vegetale.
Il germe è la parte vitale del chicco. Ecco cosa porta, per 100 g.
Valori medi del germe di grano tenero che selezioniamo. Gli stessi numeri, che tu lo metta nell’impasto o nello yogurt.